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Giovedì, 17 Novembre 2011 12:03

Recioto di Gambellara DOCG

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Recioto di Gambellara

Cercare le vere origini dell’arte di fare il Recioto di Gambellara è assai complicato, in quanto già sulla stessa derivazione del termine sussistono svariate spiegazioni. Come di un Passito detto Retico del quale scrissero Virgilio e Plinio il Vecchio. Ma altre ipotesi fanno risalire

il nome al verbo dialettale Reciotare, ovvero Spigolare, e quindi il termine contadino Rajoto. O ancora all’utilizzo per la produzione di questo vino solo delle recie del grappolo, termine veneto utilizzato per indicare le orecchie, ovvero la parte più alta del grappolo, quella meglio esposta. Da una DOC con quarant’anni di storia si è arrivati, nel 2008, all’esclusiva DOCG, che comprende le versioni tradizionale e spumante del Recioto. Questo prodotto prevede un’accurata selezione dei grappoli più belli, sani e maturi di Garganega. Questi vengono poi fatti appassire appesi alle travi (picài) o nei granai, dove restano per un mese e mezzo per essere successivamente delicatamente pigiati. Il mosto fiore che si ricava da questo procedimento fermenterà fino alla primavera successiva, diventando infine un vino dal colore brillante, giallo dorato chiaro, con note olfattive intense e fruttate, preludio di un sapore vellutato e armonico, con un fondo gradevolmente amarognolo, di mandorla. La vinificazione per la produzione del Recioto deve essere effettuata con uve provenienti da una zona ben delimitata facente parte dei Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo e Montorso Vicentino.

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